h1

Nine Inch Nails – la grande idea di Year Zero

Giugno 6, 2007

[Anche se non avete idea di chi siano i Nine Inch Nails, non importa. è la storia di una grande idea più che di un grande gruppo (che comunque è)]

Cambiamo un attimo tipo di post.

I Nine Inch Nails – Year Zero

Allora, cominciando a inimicarmi metà dei lettori che li conoscono: mi dispiace, ma, musicalmente, preferisco di gran lunga album precedenti al loro ultimo successo. Questo però non c’entra con il post in questione. Perché non voglio parlare di musica (di cui, e quelli che mi conoscono lo sanno, alla fine non ho mai capito un cazzo). Voglio parlare dei concetti che ci sono dietro a quest’album e soprattutto della campagna marketing che si è svolta per annunciare l’arrivo di Year Zero.

[Attenzione. Se pensate di trovare informazioni esaurienti sul tema Year Zero, o Nine Inch Nails, vi state sbagliando. Questa vuole solo essere una personale opinione sullo stupore da me provato quando sono venuta a conoscenza di tutto ciò che sta dietro al loro ultimo capolavoro]

Farò un breve riassunto, per chi non sapesse nemmeno di cosa sto parlando.
I NIN, band rock-industrial-sperimentale, dopo numerosi album tendenzialmente trattanti temi riguardanti le emozioni umane, hanno deciso di cambiare genere concettuale. O meglio, lo ha deciso il cantante e leader del gruppo, Trent Reznor, dopo, Attenzione, un sogno che ha fatto. Si è svegliato con in testa un intero concept album (un genio o un pazzo?).

Il concept che ci sta dietro non si distanzia molto da 1984 di Orwell. 2022:Un governo-dittatura di destra religiosa, che controlla tutti tipo Grande Fratello e per “contrastare gli effetti del bioterrorismo” mette un medicinale nell’acqua corrente, che in realtà serve solo per placare le folle di protestanti e per rimbambire la gente a tal punto da non capire cosa avviene nel mondo. In tutto questo, ogni tanto appare La Presenza che può essere interpretata come qualcosa di soprannaturale o semplicemente un’allucinazione dovuta al farmaco.

La cosa più sensazionale di tutto questo, però, non è il concept ma bensì il marketing che si è sviluppato. Fare una classica pubblicità in tv o un cartellone nei negozi di musica non sarebbe mai bastato e sicuramente non sarebbe mai bastato a una mente come quella di Trent. Quindi la pubblicità di questo album nasce così:
un giorno, a un concerto dei Nine Inch Nails, un fan compra una maglietta. Una maglietta qualsiasi. Nota che alcune lettere sono più evidenti di altre e leggendo le lettere una di seguito all’altra appare la frase “I am trying to believe”. Il tipo in questione (pazzo altrettanto, evidentemente) appena arriva a casa digita la suddetta frase su un qualsiasi motore di ricerca che lo rimanda a un sito esistente. Il sito parla della Presenza e del farmaco nelle acque correnti.
Nasce tutto così e continua a molti concerti successivi a quello, in cui si cominciano a trovare delle chiavette USB nei bagni, sulle quali ci sono canzoni inedite dei NIN, canzoni che poi faranno parte dell’album in questione. Si cominciano a trovare dei numeri di telefono che, se chiamati, ti espongono i futuri attacchi terroristici di questo mondo (non troppo) immaginario.

Comincia questo specie di gioco, che continua anche una volta uscito l’album e che sta continuando tuttora. Una specie di caccia al tesoro per capire come va a finire la storia del mondo immaginario di Trent.

Questo era il riassunto di ciò che è avvenuto e sta avvenendo. Ora, la cosa moolto inquietante è che tutto ciò che dice e scrive Trent, non è poi così fuori dal mondo. Come il bioterrorismo se ci pensate un attimo. O la dittatura che proibisce tutto, che diventa razzista, soprattutto nei confronti degli omosessuali (e mai in Italia tema fu più azzeccato come in questo momento).

Sì, naturalmente è molto più bello pensare solo agli omini del mio cervello o a quanto mi stia sul culo la mia coinquilina continuando a mettermi delle belle fettone di prosciutto sugli occhi per non vedere. Ma la cruda realtà è che il mondo è una merda e lo sarà per sempre. Perché sostanzialmente la gente si odia vicendevolmente, solo che alcuni hanno più risorse per dimostrarlo. Quello che penso è che probabilmente (purtroppo), il mondo di Trent non rimarrà solo una fantasia. E se non sarà il 2022, sarà un altro anno…

“This is the beginning of the end “?
Per chi ne volesse sapere di più, anche se ne dubito, perché so far risultare noiosa anche la più interessante delle storie, il sito sono i seguenti:
http://www.ninwiki.com/Main_Page in cui sono riportati i 30 e passa siti creati dai Nin come indizio, al momento scovati.

3 commenti

  1. Pare una specie di romanzone di fantascienza, ma scritto con i mezzi moderni….
    Io ho sempre adorato Reznor, non ha fatto che stupirmi, sempre (anche quando è uscita quella porcata di “with teeth”…). Anch’io adoro i dischi degli anni novanta, comunque.
    Maybe ci faccio un post anch’io su ’sta cosa.
    Ciao, grazie per le info :-)

    Cush
    (ci conosciamo: sono il fratello di robyjordan ;) )


  2. Beh, nonostante sia molto più pop e commerciale degli altri album, anche with teeth ha le sue perle. Come “The hand that feeds” o “Right where it belongs”. In realtà a me piace anche molto Only.

    Tanto alla fine sono questione di gusti.

    A presto.


  3. NAturally, questione di gusti :)



Lascia un Commento