[attenzione: ci vuole un minimo di conoscenza cinematografica di cartoni animati per poter apprezzare a pieno questo post!]
Stasera ero in procinto di asciugarmi i capelli quando ho cominciato a pensare che i cartoni animati sono cambiati moltissimo.
Ragioniamoci con calma.
Una volta i cartoni animati della Disney (citerò solo quelli) presentavano nel corso della storia almeno un cattivo. Forse non tutti, ma la maggior parte. E soprattutto, presentavano un cattivo degno di questo nome. Alcuni esempi:
- Il più eclatante: Scar, de “Il re Leone”. Questo personaggio uccide il fratello a sangue freddo solo per rubargli soldi e potere e schiavizzare sua moglie. Come se non bastasse fa in modo che la colpa ricada su un povero cucciolo appena nato. Notiamo (ci servirà per il nostro ragionamento) che Scar non presenta nessuna menomazione fisica. Finisce con la sua MORTE.
- Crudelia Demon: credo effettivamente che sia lei a meritarsi il primo posto. Lei semplicemente rapisce e scuoia dei cuccioli di cane. Non è che ha solo l’intenzione di farlo, lo fa e basta (altro punto per il nostro ragionamento)
- La matrigna di Cenerentola: schiavizza la figlia del suo defunto marito e quando nota che Cenerentola potrebbe essere felice, la rinchiude in una stanza buia, per ore e ore.
E ce ne sono davvero molti altri… Ma anche senza a stare a guardare i personaggi, vediamo le situazioni cattive che si creano. Cose che fan davvero star male…
- Il vincitore: Red & Toby. Cartone della Disney in cui un cane da caccia e una volpe diventano amici. Finale: non possono essere amici, la volpe viene scacciata e lui si ritrova a doverla cacciare. Una tragedia. Piango tuttora.
- Secondo posto: la famosissima frase “tu non rivedrai più tua madre” che il cervo pronuncia a Bambi per annunciargli la morte dell’unica cosa avesse al mondo… Cioè, non un “ascolta caro, tua mamma ha avuto un incidente in questo bosco in fiamme e adesso non c’è più. Ma resterà sempre nel tuo cuore”. No. Affatto!
Già che c’era poteva dire un “Ho visto tua madre bruciare viva tra atroci sofferenze. Non ho mosso un dito per aiutarla quindi credo che sia morta. Amen, non è una gran perdita. Su con la vita”.
- Dumbo!!! Come dimenticare Dumbo!!! La scena in cui la madre lo culla attraverso delle sbarre… Tutta in silenzio. Angoscia e tristezza da oscar. E la musica in sottofondo per accentuare l’ingiustizia che la madre del piccolo fosse in gabbia solo per averlo difeso. E che lui non possa fare niente (se non ubriacarsi come un dannato).
- Il gobbo di NotreDame! Lui ama, difende e protegge la donna dei suoi sogni che non lo caga nemmeno di striscio e si fa il primo belloccio dalla lunga chioma bionda davanti ai suoi occhi. Ok, lo ammetto. Non è alla stessa altezza delle altre. Ma a me ha sempre fatto star male questa cosa.
- SighsSOb Sigh… Lilo e Stich… “Stich deve salire a bordo?” “Sì” “Stich può salutare?” “Sì” [a questo punto da parte mia cominciano fiumi e fiumi di lacrime]. “questa famiglia è piccola e disastrata… ma tanto bella” . Chissà perché il “posso salutare” mi mette davvero una tristezza infinita addosso.
Ma insomma, ora basta con gli esempi. Passiamo all’analisi dei fatti. Gli ultimi cartoni animati, soprattutto i miei cari e adorati cartoni digitali, non presentano più scene tragiche né cattivi degni di questo nome. I cattivi sono diventati tutti dei perfetti rincoglioniti, metà delle volte sono Obesissimi o Storpi, non riescono a portare a termine una e dico una azione malvagia. Al massimo ne hanno l’intenzione ma alla fine non riescono a combinare nulla.
E sto parlando dei cartoni che presentano un cattivo. Perché alcuni ormai non fanno più nemmeno quello. “Alla ricerca di nemo” ad esempio. Esiste un cattivo? No! Madagascar? No!
Ora va un po’ di moda che il cattivo sia il protagonista stesso che alla fine si redime.
Ma basta! Siamo stufi! Ma insomma! Solo quelli degli anni 80 devono essere cresciuti con cartoni così crudi? è sbagliato. Almeno a noi preparavano per la realtà di merda che avremmo dovuto affrontare!
Ribelliamoci!